

All'interno di un Club sono ospitati sia gli alcolisti che le
rispettive famiglie; tutti i partecipanti si riuniscono per un'ora,
una volta alla settimana, per svolgere attività di gruppo. I disagi
familiari e sociali generati dall'alcolista (una ricaduta, uno
stato di salute compromesso, la difficoltà di svolgere adeguatamente
il proprio lavoro, ecc.) vengono esposti ed affrontati con la
solidarietà di tutti e la volontà di trovare una possibile risposta.
Un Club si basa dunque sulla concreta capacità di recupero degli
alcolisti e delle stesse famiglie, mediante la condivisione di
una comune difficoltà, l'incontro e il sostegno reciproco, così
che l'alcolista sia accompagnato nel suo cammino verso la completa
astensione dall'alcol, con l'obiettivo di intravedere un possibile
cambiamento del proprio stile di vita. Il sostegno familiare diviene
perciò indispensabile per un corretto sviluppo psico-fisico e
sociale dell'individuo; la validità di questi piccoli centri di
auto-aiuto consiste proprio nel riscoprire il ruolo positivo del
lavoro di gruppo e l'influenza che ha il comportamento collettivo
su quello individuale. Ogni C.A.T. è coordinato da un operatore
(servitore-insegnante) che ha il compito di facilitare il dialogo
tra i partecipanti. Il Club, pur ritenendo fondamentale il lavoro
di rete e la collaborazione con gli altri Club, si autogestisce
ed è retto da un presidente, coadiuvato nel suo incarico da un
segretario e un tesoriere; le cariche sociali hanno durata annuale.
Fra gli obiettivi di un C.A.T. vi è quello di promuovere una maggiore
conoscenza dei problemi alcol-correlati, con iniziative tese a
migliorare complessivamente la qualità della vita non solo di
coloro che ne sono direttamente coinvolti, ma di tutto il tessuto
sociale, secondo un'ottica che il suo stesso fondatore definisce
"ecologica".
Il C.A.T. di La Maddalena opera presso il Centro di Ascolto "il
delfino" dal 1995; gli incontri si tengono tutti i Martedì alle
17,30.
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